Convivenza in Condominio

Condominio

Il condominio è un luogo privilegiato di relazioni sociali. Quelli condominiali sono i luoghi dove si impara a convivere bene o male con le cose e le persone, dove i vicini sono persone familiari o esseri anonimi.

Per salvaguardare il valore della vita condominiale, bisogna cercare di mantenere saldi i legami con i valori della tradizione civile quali socialità, solidarietà ed amicizia, perché altrimenti avanza il degrado socio-ambientale e ciascuno si chiude o arrocca nella propria casa a guardare solo la TV. La qualità delle relazioni e della convivenza civile, la qualità e l’efficienza della struttura, degli impianti e dei servizi condominiali sono elementi che incidono in maniera sostanziale sulla qualità della vita delle singole persone.

Persone diverse per età, cultura, provenienza sociale ed etnica, opinioni ed interessi.

La coesione sociale interna al condominio è un valore primario da perseguire e passa prima di tutto attraverso il rispetto delle norme che regolamentano la vita condominiale (codice civile, regolamento condominiale, Regolamento di Polizia Urbana, norme di sicurezza e di gestione degli impianti, ecc).

Al contrario il condominio è spesso un luogo dove la litigiosità è a livelli molto alti, come dimostrano i dati dei tribunali sulle cause relative ad essi.

Dal mio punto di vista l’approccio per gestire questo tipo di controversie dovrebbe essere orientato in prima battuta verso l’aspetto psicologico e relazionale più che verso l’aspetto normativo.

Il regolamento: “non il solito luogo comune”

Il mio impegno è quello di dar valore al regolamento di condominio che spesso non è conosciuto dai condomini ed il più delle volte è la fotocopia di modelli standard non aderenti alle esigenze e alla realtà del singolo condominio.

In ogni condominio si tratta di valutare l’opportunità di una revisione e rivisitazione del regolamento in modo da rafforzare i legami sociali ed una convivenza positiva favorendo un’accettazione e interiorizzazione più consapevole delle norme di vita comune.

Il tentativo è quello di trasformare una serie di obblighi imposti dall’esterno in “regole condivise di convivenza”, in una logica di collaborazione tra condomini, in grado di stimolare il senso di appartenenza ad una comunità e di responsabilità per un reale impegno ad applicare il nuovo regolamento affinché non rimanga il “solito luogo comune”, ma si traduca in azioni condivise e sostenute quotidianamente.

La mia attenzione è quindi costantemente dedicata ad abbassare il livello della litigiosità, per cercare di favorire l’instaurarsi di buone relazioni tra condomini.

In primo luogo mi impegno a cercare di portare avanti un atteggiamento di imparzialità e di equidistanza, rifuggendo logiche di gestione clientelare basate sulla ricerca di una base di consenso interna al condominio. Occorre invece sensibilizzare i condomini rispetto alla possibilità di sperimentare forme di vita condominiali più sociali e di rompere l’isolamento individualista utilizzando in positivo quegli spazi e ambienti condominiali svuotati dalla “cultura del nulla”.

Regolamento
Assemblea

Il clima condominiale è strettamente legato anche al modo in cui si prendono le decisioni in assemblea. Si tratta in primo luogo di promuovere una maggior etica nei rapporti tra le persone evitando il ricorso al conflitto ed alle offese, come invece troppo spesso avviene nelle discussioni condominiali.

La gestione dell’assemblea deve essere improntata al rispetto degli interventi, alla possibilità da parte di tutti di esprimere compiutamente il proprio parere, a mettere in approvazione le delibere in modo chiaro, alla gestione del tempo degli interventi. Il ruolo dei condomini deve essere improntato al rispetto reciproco, a parlare uno per volta, a fare silenzio quando gli altri intervengono.

L’assemblea è l’organismo decisionale del condominio per eccellenza e pertanto essa non può essere svilita a mero organismo di ratifica di decisioni che vengono prese al di fuori di essa.

Il rispetto delle decisioni assembleari dipende dalle caratteristiche stesse del processo decisionale.

In genere le decisioni della maggioranza vengono accettate se il processo è stato trasparente, se le informazioni e gli elementi che hanno portato alla decisione sono state fornite a tutti i partecipanti in egual misura senza pressioni e/ manipolazioni, nel rispetto del dibattito e delle diverse opinioni.

Il voto finale deve essere quindi espresso a ragion veduta e non essere il frutto dell’emotività e di tensioni contingenti.

E’ importante cercare di valorizzare quindi il processo decisionale evitando di appiattire la gestione dell’Assemblea alla ricerca di un voto di maggioranza.

In questo caso si tratta ad esempio di dare voce ai dissenzienti anche quando si potrebbe prendere una decisione a maggioranza che ponga anticipatamente fine alla discussione.

La scelta di incentivare la partecipazione diretta di tutti i condomini comporta, a mio avviso, la necessità di limitare alcuni meccanismi che depotenziano il valore dei processi decisionali propri del momento assembleare, quali ad esempio:

  • la raccolta di firme per predeterminare o sostituire le decisioni dell’assemblea;
  • l’accorpamento di deleghe a pochi soggetti che poi materialmente prendono le decisioni in assemblea a discapito talvolta della reale volontà dei deleganti;
  • l’attribuzione di deleghe all’amministratore stesso (peraltro VIETATA dal codice) per evidenti confitti d’interesse rispetto ad alcune materie oggetto di decisione assembleare.

Si tratta inoltre di sollecitare il maggior coinvolgimento possibile nella gestione del bene comune evitando di appiattire la partecipazione al momento assembleare.